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mercoledì 2 febbraio 2011

Il codice della strada del sindaco e della vigilessa


Per quella spinusedda situazione del tabellone elettronico di Piazza Mario Sciacca gestito da quel mal’omo di Franco Zanghì, quelli del municipio cercano in tutti i modi di aiutarlo e di farici trasiri in quella testa di rapa che lo fanno per il suo bene. Anche se lui qualche volta si lamenta di come vanno le cose, quelli del municipio lo vogliono bene assai e non si perdono neanche la minimissima occasione per dimostrargli l’amore che hanno per lui.

Il sindico, che vuole aiutare proprio a tutti, si è messo in testa che quel tabellone deve essere spostato in un posto un tantino meglio, perché lì non lo vedono abbastanza paesani e forestieri. Solo che Zanghì, che ha la testa più dura di una pietra di ciummo, questa cosa non la vuole capire. E allora che fa Zanghì? Parla, parla, parla, e
parla , e parla, e parla. Per dire la verità, però, al principio nemmeno il sindico l’aveva capita, e se non l’aveva capita nemmeno il sindico, viene a significare che era veramente materia difficile. Dovete sapere che il sindico di Patti non è persona qualsiasi, como quelli che poverini sono nati nel paisi e non sinni sono mai iuti. Il sindico è uno che lo hanno fatto venire da lontanu, addirittura dun paisi vicinu Missina. Certo all’inizio l’hanno portato qui come aiutante, come uno che, anche se non c’aveva tanta abilità, c’aveva tanta vuluntà. Poi finiu con quella cosa che adesso tutti sapemu. Comunque, comu jiu jiu, il sindicu non aveva capito bene la storia del tabellone, tanto che prima si trovò subito d’accordo con quello che proponeva quella testa calda di Zanghì. Ma per fortuna la signora Mazzone, che comanda tutti i vigili del paese, quelli urbani e anche quelli non urbani che devono stare tutti i giorni a Tindari pi non farici scappari i machini a Ciscu, ca sa non controllano salgono fino alla piazza e sinni catafottono di prendersi la corriera ca Ciscu ci misi e ora voli ca si usa, perché se non si usa la corriera, a quello della ditta della corriera ci girano i baddazzi e va a
protestare con Cisco ca le macchine se ne acchianano senza manco farici buscari na lira. E siccome Ciscu non voli cazzi, appena si arriva al Tindari sembra che uno è arrivato a Guantanamo. Subito escono guardie armate, vigili urbani, che per l’occasione sono stati trasformati in extraurbani, parcheggiatori che hanno la forma di quelli abusivi di, Napoli e Palermo per fare ascantare a quelli che quando devono pagare ci girano i baddazzi, ma in realtà i parcheggiatori abusivi non sono abusivi e fanno finta.
Scusate, ma mi ero lasciato trasportare fuori tema.

Stavo dicendo ca la signora Mazzone, che comanda tutti i vigili –anche quelli di Patti Marina e Mongiove- e mentre comanda si legge sempre il codice della strada che, anche se ha la forma di un libro di quelli che si usavano una volta ca si scrivevano sulla carta e quanno canciava qualcosa si dovevano buttare e comprare quello nuovo, non è come quelli antichi. Il codice della strada che legge la signora Mazzone cambia durante la notte e la mattina spuntano le leggi nuove. Per esempio: voi quando andate a fare i bisogni avete l’abitudine di leggere? Bene! Anche la Mazzone ha questa abitudine, ma lei non perde tempo a leggere romanzi d’amore o giornali di notizie di politica ca parlano solo dei processi e delle bottane di Berlusconi. La Mazzone si legge ogni mattina, mentre è assettata sul gabinetto, il codice della strada per vedere se nella notte cancioi. E a quanto pare cancia. Il codice cancia da sira a matina. Per fortuna questa comandante dei vigili se lo
studia ogni mattina.
Quindi appena è uscita la legge che i tabelloni elettronici di Zanghì si dovevano spostare in un altro posto, perché non c’avevano il colore adatto, lei subito se l’è imparata a memoria e l'ha comunicata al sindaco. Per il si e per il no, si è fatta anche una copia, perché caso mai il codice nella nottata poteva cambiare anche in questo punto. Tanto è vero che quel buon'uomo dell'avvocato di Zanghì, che il codice se lo studia verso le quattro di pomeriggio, non ha trovato nemmeno una pagina che parlava di questa cosa. Anche lui lo ha detto: esimio cliente… il codice della strada nella notte cambia, si rinnova, si aggiorna. Il codice è vivo! Live!
Minchia! -ha detto Zanghì- quindi sono fottutissimo?
Certo, pensava Zanghi, ha ragione la Mazzone, il codice cambia, si trasforma. Ad esempio, può succedere che sul codice scrivono, per modo di dire: “in tutti gli incroci quanno c’è uno che si è fermato perché il semaforo è rosso, bisogna che ci va uno che ci lava il vetro o che ci vende qualche cosa che può avere di bisogno. Poi, per modo di dire, nella notte il codice cambia e la mattina Venuto emette un’ordinanza che proibisce di lavare il vetro col semaforo rosso. Da oggi in poi –ordina il sindaco, che conosce bene il codice perché la Mazzone glielo dice subito- non si possono lavare i vetri, ma si devono vendere fazzoletti di carta perché c’è il virus dell’influenza suina. Questo per modo di dire, perché l’influenza suina da noi non ci viene perché i virus già ci sono e non si sa dove michia devono stare gli altri virus e finisce a schifìo.
Ma torniamo al tabellone. Quindi il codice è cambiato nella notte e la mattina il sindaco ha subito avvisato Zanghì della novità. C’ha scritto una bella lettera raccomandata che pressappoco diceva così: caro Zanghi, cerca di levare quel tabellone di davanti alla minchia perché la Mazzone dice che nella notte è cambiato il codice della strada e forse “cisco il losco” ha fatto cambiare anche il codice comunale. Eppoi, anche se non è cambiato il codice, che mettiamo che la Mazzone si è sbagliata, me lo devi levare lo stesso perché mi è venuta voglia di farici la facciata al Cinema Comunale, che con quei buchi sembra quello di Kabul.
Ora però, dice l’avvocato di Zanghì, il codice, mettiamo che è cambiato nella notte
… e mettiamo che verso le dieci è cambiato di nuovo… e mettiamo che è usanza della signora Mazzone di fare la lettura mattutina del codice verso le otto… e mettiamo che durante la lettura ha letto del cambiamento del codice nella pagina che parlava del tabellone di Zanghì… e mettiamo che subito ha scritto al sindaco per metterlo a conoscenza delle novità… e mettiamo che poi verso le 10 il codice è cambiato di nuovo… e mettiamo che solo la signora Mazzone lo ha letto…
Dove minchia è finita la pagina che la signora Mazzone si è copiata?

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